Linguaggio pubblicitario nel quotidiano

E chi sono io, Babbo Natale?

E’ dal 1984 che questa frase è entrata nel nostro linguaggio quotidiano, attraverso gli spot che vedevano protagonista l’arcigno sig. Bistefani. Dato il periodo, è il primo che ci viene in mente, ma analizzando a fondo la nostra lingua è facile constatare che molti modi di dire derivino proprio dal mondo della pubblicità.
O così o pomì, L’uomo del monte ha detto sì!, L’uomo che non deve chiedere mai … sono solo alcuni esempi di frasi che quotidianamente utilizziamo, decontestualizzati dal loro originale ambito. E’ significativo come lo spettatore assorba il linguaggio pubblicitario, tanto da farlo diventare tormentone e da farlo rientrare nel suo quotidiano, assegnandogli talvolta significati del tutto nuovi.

Non solo parole…

Il messaggio pubblicitario permea nella vita di tutti i giorni non solo attraverso il linguaggio. Si pensi, per esempio alla musica. Per rimanere in tema natalizio, negli ultimi anni il tormentone A Natale puoi…, nato per la pubblicità di pandoro e panettone, è entrata a far parte del repertorio musicale natalizio di tutti. Sicuramente però il caso più eclatante riguarda la figura di Babbo Natale. Nato inizialmente come elfo o come uomo dall’immagine spettrale vestito di pelli come un cacciatore norvegese, cambia radicalmente la sua figura nell’immaginario comune grazie a Coca Cola, già negli anni ’20. Basandosi sulla descrizione di Clement Clark Moore del secolo precedente, il marchio rielabora Babbo Natale come un uomo panciuto e paffuto, dall’aspetto bonario, pronto a riposarsi davanti al camino con un buon libro e a giocare con i doni che consegna. E lo stesso Babbo Natale rubicondo è tutt’oggi la figura che tutti i bambini del mondo attendono la notte tra il 24 e il 25 Dicembre.

Tutto intorno a… un claim di successo!

Generazioni diverse, contesti diversi, un solo denominatore comune: un claim di successo. Il succo del discorso è tutto in quelle poche parole che accompagnano il messaggio pubblicitario. Che sia una frase o una musica, una volta permeata nel linguaggio quotidiano passa nella bocca di tutti e con essa anche il rimando al marchio che inizialmente rappresentava. Inventare uno slogan in grado di essere ricordato a tali livelli non è cosa da tutti. Ci sono regole precise, studi correlati all’immagine aziendale e al suo logo, un’attività di copywriting che deve fare la differenza con originalità e creatività. Il “Chi fa da sé fa per tre” non è applicabile a tutto questo. Affidarsi alle idee e all’esperienza dell’agenzia di comunicazione è senza dubbio il primo step per ottenere il risultato sperato. E una volta raggiunto… cosa volete di più dalla vita?

By |2018-12-20T16:45:32+00:00dicembre 20th, 2018|il ruolo sociale della pubblicità, in evidenza|0 Comments

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